Rimozione delle barriere architettoniche

Grazie alla Legge 13/89 è possibile accedere ai contributi per il rimborso delle spese sostenute per l'eliminazione delle barriere architettoniche interne ed esterne degli edifici residenziali privati.

Rimozione delle barriere architettoniche Legge 13/89

E' possibile fare richiesta dei contributi previsti dalla legge dello Stato del 9 Gennaio 1989 n.13 per accedere ai contributi per l'eliminazione delle barriere architettoniche e localizzative negli edifici privati. Il d.m. 236/1989 e, in Regione Lombardia, la legge regionale n.6 20 febbraio 1989 e la l.r. 5/2008 art.3 e successive modificazioni, hanno definito le prescrizioni tecniche per la realizzazione di tali interventi.

Il bando prevede il rimborso delle spese sostenute e comprovate, per un importo massimo pari a 7.101,28 Euro.

Gli interventi oggetto della misura devono riguardare unicamente la realizzazione di opere per il superamento delle barriere architettoniche negli edifici in cui risiedono disabili con menomazioni o limitazioni funzionali permanenti. La domotica rientra tra gli interventi finanziabili.

Le spese consentite dalla L. 13/89

Le spese rimborsabili attraverso il contributo L. 13/89 riguardano le attività di progettazione e realizzazione di interventi volti a rimuovere le barriere architettoniche, presenti nelle abitazioni in cui risiedono stabilmente persone disabili,  consentendone l'accesso, la visitabilità e l'utilizzabilità.

Nello specifico gli interventi possono riguardare soluzioni domotiche in grado di rendere la casa accessibile attraverso ad esempio la gestione dell'illuminazione, della temperatura, delle automazioni motorizzate di porte, finestre, tapparelle, persiane, cancelli, videocitofoni, ascensori, montacarichi, ed altro ancora, anche attraverso tablet, smartphone e dispositivi di controllo vocale.

Come funziona il contributo Legge 13/1989 per la disabilità

La Legge 13/1989 prevede l'erogazione di un contributo economico per le spese sostenute e comprovate per la realizzazione di interventi finalizzati all'eliminazione delle barriere architettoniche all'esterno dell'abitazione e all'interno dell'alloggio.

  
Sono ammissibili al finanziamento le opere singole o connesse funzionalmente, realizzate sia su immobili o porzioni di immobili di proprietà esclusiva del disabile oppure in uso al disabile, sia sulle parti comuni dell'edificio. 
Sono pertanto finanziabili dal bando Legge 13 per la disabilità, le opere di accesso all’edificio (opere di Tipo A) e le opere per la fruibilità e visitabilità dell’alloggio (opere di Tipo B). Le due tipologie di interventi richiedono la presentazione di due domande separate a meno che essi siano connessi funzionalmente. In tal caso dovrà essere presentata una sola domanda. Per opere funzionalmente connesse si intende una pluralità di interventi sullo stesso immobile volti a rimuovere più barriere che creano ostacolo alla stessa funzione (ad esempio l'adeguamento dei percorsi esterni di pertinenza dell’edificio e adeguamento dell’ascensore).

A titolo di esempio, sono interventi di adattamento di tipologia A quelli che utilizzano la domotica per automatizzare:

  • apertura e chiusura automatica di porte esterne, anche blindate, motorizzate dotate di serratura elettronica, portefinestre, cancelli pedonali, cancelli auto, basculanti e sezionali, tramite sistemi di controllo accessi a tag attivo;

A titolo di esempio, sono interventi di adattamento di tipologia B quelli che utilizzano la domotica per automatizzare:

  • accensione, spegnimento e regolazione di luci, faretti e strisce led mediante sensori di presenza e movimento e sistemi di controllo vocale;

  • apertura, chiusura e regolazione di finestre, tapparelle, persiane motorizzate, anche mediante comandi vocali;

  • apertura, chiusura e regolazione di porte motorizzate a battente e scorrevoli, anche tramite dispositivi a gestione vocale;

  • risposta alla chiamata con attivazione di audio e video e apertura dei cancelli motorizzati tramite un videocitofono a mani libere e comandi vocali;

  • chiamata al piano e posizionamento al piano di un ascensore o montacarichi azionato da supervisore domotico attivo su smartphone o tablet applicato alla carrozzina, tramite pulsanti a sfioramento a parete e in cabina o dispositivi di controllo vocale.

La legge e la circolare 1669/1989 definiscono che l'erogazione del contributo varia in funzione delle spese realmente sostenute e comprovate. Per ciascuna tipologia di intervento A e B, l'importo massimo erogabile è pari a 7.101,28 Euro per interventi pari o superiori a 51.645,69 Euro. In caso di spesa inferiore, il contributo sarà calcolato sul costo reale dell'opera, mentre se risulta superiore farà fede il preventivo presentato.

L’I.V.A. è rimborsabile nella misura del 4% (d.P.R. 663/1972) per l’acquisto dei materiali, degli ausili e per le opere murarie.

Possono essere rimborsate anche le spese per la progettazione, con I.V.A. al 20%

La domanda deve essere presentata, pena la non ammissibilità, dal soggetto diversamente abile, qualora provveda al pagamento dell'intervento a proprie spese, oppure da altro soggetto che dovrà in tal caso sottoscrivere la domanda unitamente al disabile. E' il caso ad esempio di coloro che hanno fiscalmente a carico la persona, il condominio o il proprietario dell’immobile in cui risiede il diversamente abile. Pertanto, la domanda deve essere sempre presentata dal disabile, dal curatore o dal tutore mentre il beneficiario del contributo può essere una persona diversa, purché abbia sostenuto la spesa.

Non possono, invece, presentare la domanda di contributo i soggetti che:  

  • presentano menomazioni o limitazioni temporanee;

  • non hanno la residenza nell’alloggio per il quale si richiede il contributo. Se la richiesta di contributo per la rimozione delle barriere architettoniche è stata presentata prima di disporre della residenza nell'abitazione su cui intende effettuare gli interventi, sarà necessario perfezionare l’effettiva residenza entro un anno dalla data di presentazione della domanda;

  • la dimora nella residenza è saltuaria o stagionale.

Qualora le barriere ostacolino più funzioni, il disabile può presentare una domanda per ciascun intervento ed ottenere il contributo per ogni opera necessaria.


Nel caso di immobile soggetto a vincoli storico-artistici o ambientali, l'intervento dovrà essere autorizzato dagli organi competenti.

Se l'edificio si trova in zona sismica, nelle tempistiche previste per legge dovrà inoltre essere consegnato alle autorità competenti il progetto degli interventi da realizzare .

La richiesta di contributi per la realizzazione di opere volte a rimuovere gli ostacoli alla sua mobilità deve essere:

  • presentata dal soggetto disabile (o dal curatore o ancora dal tutore), entro il 1° marzo di ogni anno;

  • redatta in carta da bollo;

  • presentata al sindaco del Comune in cui si trova l'immobile.

L'istanza deve contenere:

  • i riferimenti del soggetto avente diritto al contributo, cioè chi effettivamente sosterrà le spese per la realizzazione dell'opera;

  • la descrizione delle opere per l’abbattimento delle barriere architettoniche;

  • i relativi preventivi di spesa;

  • il certificato medico che attesti il tipo di handicap permanente e le patologie che lo generano oltre all'eventuale certificazione dell'ASL o della commissione riconosciuta che l'ha rilevato;

  • un’autocertificazione in cui sono indicati:

  1. l'ubicazione dell'immobile oggetto dell'adeguamento;

  2. gli ostacoli alla mobilità generati dalle barriere;

  3. la dichiarazione che i lavori non sono ancora stati realizzati né sono iniziati;

  4. la dichiarazione che le opere non sono state precedentemente finanziate attraverso altri contributi della stessa natura.


Il procedimento amministrativo di acquisizione della domanda di accesso e di concessione del contributo L.13/89 si sviluppa nei passi seguenti:

  • l'Amministrazione Comunale verifica l'ammissibilità della domanda e la congruità della spesa prevista rispetto all'entità delle opere da realizzare;

  • entro 30 giorni dalla scadenza del termine per la presentazione delle domande, il Sindaco stabilisce il fabbisogno del Comune e lo comunica alla Regione che determina a sua volta il computo complessivo trasmettendolo al Ministero dei Lavori Pubblici;

  • il Fondo disponibile viene ripartito annualmente tra le Regioni richiedenti in proporzione al fabbisogno e dando priorità ai Comuni per i quali sono state presentate domande con diritto di precedenza;

  • entro 30 giorni dalla comunicazione delle disponibilità, il Sindaco assegna i contributi agli aventi diritto e, in caso di somme insufficienti a coprire completamente le richieste, dà precedenza alle domande presentate da portatori di handicap invalidi totali con difficoltà di deambulazione. In seconda istanza farà fede l'ordine cronologico di inoltro delle domande di contribuzione;

  • entro quindici giorni dalla data di presentazione delle fatture, il contributo viene erogato.

Poiché l'erogazione del contributo avviene a conclusione dell'esecuzione dell'opera in base alle fatture quietanzate, spetta al richiedente l'onere di comunicare al Sindaco la conclusione del lavori e di trasmettere le relative fatture.

Le domande che non possono essere soddisfatte nell'anno per insufficienza di fondi, restano valide per gli anni successivi, senza la necessità di una nuova verifica di ammissibilità. Le domande perdono però di validità nel caso in cui vengono a mancare i presupposti del diritto al contributo.

I beneficiari del contributo per la Legge 13/1989

I beneficiari del contributo per la Legge 13/1989 sono:

  • i portatori di menomazioni o limitazioni funzionali permanenti motorie e di deambulazione;

  • le persone affette da cecità;

  • chi esercita la cura, la tutela o la potestà di tali soggetti;

  • i condomini ove risiedano queste categorie di beneficiari;

  • centri o istituti residenziali pubblici o privati per l’assistenza dei disabili.

In tutti i casi è richiesta la residenza nell’abitazione per la quale viene richiesto il contributo o l’abituale e stabile dimora. 

Non si ha diritto al contributo previsto dalla L.13/89 nei seguenti casi:

  • i lavori di adeguamento per l'eliminazione delle barriere architettoniche sono iniziati prima della presentazione della domanda al Comune o del completamento del procedimento amministrativo;

  • il disabile cambia residenza;

  • interviene il decesso del disabile dopo che la domanda di contribuzione è stata presentata ma prima di aver realizzato i lavori. Il contributo spetta agli eredi se l’intervento viene eseguito prima del decesso;

  • quando vengono realizzate opere diverse da quelle indicate nella domanda di contributo.

Il contributo è cumulabile con quelli concessi a qualsiasi titolo al condominio, al centro o istituto o al disabile. Qualora per la realizzazione della stessa opera si sia precedentemente fruito di un altro contributo, l'erogazione complessiva non potrà superare la spesa effettivamente sostenuta.

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